Sempre su Mac per ieri e per oggi con la nuova versione Beta
Il sempre puntuale Dr. Maxx con il suo Cellulari ad hoc, puntualizza molto meglio del sottoscritto, essendo lui betatester e utilizzatore di Mac, i lanci che si sono avvicendati in queste ultime 48 ore per le versioni aggiornate di Skype per Mac.
La versione 2.6.0.182 che potete scaricare da QUI, è anch’essa una versione GOLD aggiornata per non fare più a botte con Leopard.
Oggi invece, sempre per i melamanti, è stata rilasciata ufficialmente la versione BETA 2.7.0.195, che potete scaricare da QUI.
Quest’ultima versione Beta riserva ulteriori meraviglie di compatibilità sempre per Leopard, una barra del volume per conferenze o videochiamate e una maggior risoluzione video (640 x 480 pixel a 25 frame al secondo).
Tra ieri e oggi, la laboriosità del team di sviluppo di Skype per Mac, si è dimostrata molto … attiva.
Per saperne di più
Ma ieri sera c’è stato anche Dante Benigni o Roberto Alighieri e mi è capitato una cosa strana…
]]>Già-già. Armato di aranciate, schifezzine e buoni propositi, mi sono spaparanzato davanti alla televisione per l’evento in prima serata dedicato a Roberto Benigni e al nostro grande sommo poeta.
Se devo essere sincero, le rare sortite televisive di Benigni, non mi avevano mai entusiasmato. Fino a ieri sera, avevo sempre preferito il Benigni cinematografico fino all’esplosione del meravigliso “La vita è bella” (5 Nastri d’argento, 7 nomination agli Oscar e 3 statuette vinte (film straniero, attore per Benigni, musica per Nicola Piovani).
In televisione ho sempre avuto l’impressione di vedere un piccolo omino, non bello, con una grande carica emotiva, un saltimbanco scollacciato e preparato.
Ieri sera, oltre ad essere partecipe all’evento con altri 10 milioni di persone, ho assistito finalmente ad una pagina televisiva che mi ha emozionato.
Non voglio parlare del monologo dedicato al nostro sbrindellato panorama politico, tra l’atro eseguito e recitato con una satira di razza, come non se ne sentiva da tempo. Né della seconda parte dedicata alla “versione in prosa” o spiegazione di quello che poi andava a leggere (il V Canto dell’Inferno).
Qualcosa mi è capitato negli ultimi 5 minuti quando, “Roberto Alighieri”, ha declamato i versi del Sommo, tra i più famosi che letteratura d’uomo ricordi.
La telecamera che lo riprendeva era una sola e non faceva altro che “pompare” con lo zoom, allargare e stringere sulla sua faccia provata da 3 ore di monologo senza nemmeno bersi un bicchiere d’acqua.
A un certo punto, mentre la telecamera stringeva sul suo volto, mi sembrava che non fosse nemmeno lui, il Roberto Benigni di sempre, il saltimbanco di sempre.
Mi sembrava bello. Con più l’obiettivo stringeva e il suo volto riempiva lentamente lo schermo da 32”, con più lo vedevo bello. Anzi, bellissimo.
Preoccupato per questo stordimento momentaneo di psico-auto-ipnotismo, ne ho parlato stamane con mia moglie. Anche lei uguale.
Non contento, sono andato a sorbirmi il solito Negroni dal bar Mauro e … non ci crederete ma anche il coriaceo Mauro aveva provato anche lui le stesse mie impressioni.
Allora non sono l’unico, pensavo contento. Anche altre persone hanno assorbito quella strana magia. Quella faccia contrita e persa in un dolore che sembrava appartenergli fino alle viscere. Quella bellezza che lui, per tutto lo spettacolo, ha decantato: la bellezza interiore, la profondità del chiedersi se abbiamo un cammino da fare o una donna o un uomo da amare. Il volto di Benigni, ci ha trasmesso quello che potrebbe essere la nostra vita se non ci soffermassimo solo alla superficie ma alle bellezze interiori e profonde che sono insite in ognuno di noi.
Benigni, ci ha allontanato per 2 ore, la paura di guardare dentro noi stessi, e di guardare gli altri, oltre la pelle, i muscoli, i nervi. Oltre il visibile, oltre la carne.
Mr. Pin