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Skype accorcia lo spazio e…”piega” il tempo

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Mi ha scritto questa bella “letterina-post” un amico che ho trovato in rete: Maxx. Anche lui blogger ufficiale della Blogosfere e che amministra con successo il blog Cellulari ad Hoc che sta diventando un punto di riferimento per tutti quei cellularedipendenti come il sottoscritto. E’ un blog da tenere in mente quando si vuole sapere news o risolvere problemi (cavoli tuoi Maxx).
La pubblico così com’è (anche perché parla bene di me nelle prime righe, eheheh) ma anche perché Maxx è una persona che non ho mai visto fisicamente ma la nostra amicizia è cresciuta in rete chattando e telefonandoci con Skype, scambiandoci opinioni e giudizi, condividendo le nostre sfighe e le nostre piccole gioie (per quelle grandi non ho memoria), parlando un po’ di noi ma vivendo comunque, a più non posso, questa magica reltà di Internet e di Skype.

” Di Skype sapete molto, qualcuno di voi quasi tutto. Ormai accendere il computer e accedere a Skype è quasi come accendere, per chi lo spegne come me, il cellulare ogni mattina. Sulle nuove versioni ufficiali, su quelle Beta, su tutto l’hardware che facilita e migliora l’utilizzo del programmino, da ultimo il cellulare creato con 3, vi tiene informati quotidianamente il buon Piero (Mr. Pin) che è indubbiamente un bravo scrittore, molto più bravo di me: ma lo avete letto o no A un passo dall’anima? Io sì e mi è pure piaciuto, incredibile!
E allora io che cosa posso dire di più? Che contributo ulteriore posso dare? Come sappiamo Skype serve per comunicare, spesso del tutto gratuitamente, con amici, parenti e colleghi a volte molto vicini ma a volte decisamente molto lontani. Le distanze sono state del tutto annullate grazie alla Rete e agli strumenti ad essa collegati. Fin qui nulla di nuovo ma, come mi è capitato nei giorni scorsi, ora anche il tempo è stato “piegato”. Come? E’ presto detto.
Nei giorni scorsi ho effettuato delle ricerche con Skype ed ho trovato delle persone che non sentivo da anni: in due casi da circa 15, pensando, giustamente, che si fossero evolute e fossero finite dentro il calderone tecno-comunicativo made in Lussemburgo. Non mi sbagliavo: è stato un piacere ritrovare persone che in altri modi sarebbe stato ben difficile (ri)trovare, una è addirittura finita a NY City, con una semplice ricerca di 5 minuti. Certo che avere nel proprio profilo nome e cognome aiuta molto, altrimenti la cosa è decisamente più problematica.
Certo non tutti quelli che ho cercato sono riuscito a trovarli ma già l’aver potuto ricontattare alcuni di loro mi ha reso in qualche modo felice. Anche se si sono condivise delle brevi esperienze, può succedere che certe persone, più di altre che magari frequentiamo quotidianamente, ci restino impresse nella mente. Il progresso avanza inesorabile per tutti e, per questo motivo, perché non sfruttarlo e non cercarle in un posto dove è molto più facile poterle trovare, anche a distanza di anni?”

E poi dicono che la rete non unisce. Certo, i malintenzionati ci sono dappertutto, adesso è venuta fuori la storia che Internet facilita i “malati” di terrorismo … ma signori! nella strage di Bologna o ancor prima a piazza Fontana, Internet era, come diceva mia nonna, … nei bragaloni della Luna.

Mr. Pin

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