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Skype e il profumo dei libri

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Gli odori e i profumi che ci accompagnano nel corso della vita, sono fondamentali per il ricordo del nostro passato e del nostro presente.
Ogni cosa ha il suo odore, il suo profumo.
Il profumo di un libro appena stampato è, per me, inebriante. Lo apro stando bene attento a beccare la metà, e infilo il naso tra le pagine mentre il cervello, in qualche frazione di secondo, va al manoscritto e poi alla stesura definitiva, e poi all’odore delle prove di stampa e alla tipografia, gli inchiostri, i cartoni delle copertine, le tele e le colle.
L’impero di questo profumo, impreziosito dagli odori del legno e dalla grafite delle matite, è la Biblioteca.
Ogni luogo ha il suo odore.
Alla Biblioteca “Renato Fucini” di Empoli, Skype è da tre mesi che lavora nel profumo dei libri.
Un software non ha odori, non ha profumi, vive alla luce di altri, compiendo umilmente il proprio lavoro e sembra che alla “Renato Fucini”, lo stia facendo molto bene.
La direttrice della Biblioteca, Maria Stella Rasetti oltre che ovviamente di libri, è appassionata di tecnologia. Con Skype, è stata una folgorazione.
“ … dopo i primi tentativi, abbiamo capito che poteva avere un effetto dirompente sulla nostra capacità di comunicazione con gli utenti e per far fronte alle ristrettezze di bilancio tipiche della Pubblica Amministrazione. Per qualche giorno lo abbiamo sperimentato, dedicando ore del tempo libero alla messa a punto della comunicazione, quindi siamo partiti a pieno regime … il responso è stato largamente positivo, soprattutto dal lato utente. Infatti la chat richiede una risposta immediata, un sì e no al volo, senza logoranti tempi di attesa con la segreteria attivata. È un passo avanti importante per chi si trova dall’altro lato della cornetta”
Sono quasi 80 le Biblioteche in Italia che usano quotidianamente Skype. Risparmiano loro e l’utente, usano internamente la videocomunicazione e le chat, per responsi immediati.
E’ anche chiaro che, in considerazione del fatto che le nuove tecnologie (Internet in primis) non sono sicuramente materia di saccheggio da parte dell’utenza legata strettamente al libro e alla carta, dobbiamo ringraziare le persone come la Direttrice Maria Stella Rasetti che ha unito il profumo dei libri con quello assai insipido o nullo del software.
L’account Skype della Biblioteca Renato Fucini, per chi ne avesse bisogno, è questo: direzione.biblioteca.empoli.

Mr. Pin

Per vedere l’articolo intero:


http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1944526&r=PI

2 thoughts on “Skype e il profumo dei libri

  1. gilardino107 said 2268 days ago

    Che dire ……………… Skype sta diventando sempre + il mezzo di “sostituzione” del telefono, poco alla volta si sta espandendo in tutto il mondo e per me (così come per tanti altri) che lo usano “fin dalla nascita”, è una soddisfazione vederlo elogiato :-)

  2. emmepivi said 2267 days ago

    Un noioso effetto collaterale della nuova versione di Skype è quello di impedire la chiusura del computer al primo tentativo.Bisogna ripeter l’operazione una seconda volta per ottenere il risultato.Spero che presto il problema venga eliminato o è possibile già da ora in qualche maniera? In caso positivo rendimi edotta Mr.Pin e grazie!

    Il tuo problema è il mio. Lo stesso, identico. Ho già informato Tallin e … speriamo.
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