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Le parole per dirlo

Cannery.jpg

Di seguito vi “copio” una pagina di come un vero scrittore parla di un vecchio automezzo abbandonato… così, per scoprire un mondo.

“ Il camion Ford modello T di Lee Chong aveva una degna storia. Nel 1923 era stata un’automobile da passeggeri ed era appartenuta al Dr. W.T. Waters, che se ne servì per cinque anni e la vendette ad un assicuratore che si chiamava Rattle. Mr. Rattle non era un uomo ordinato…e beveva, la sera del Sabato, e l’automobile ne soffrì. I paraurti si ammaccarono. Si serviva troppo del pedale, e l’auto ebbe bisogno di frequenti riparazioni.

Quando Mr. Rattle si appropriò del denaro di un cliente e fuggì a San Josè, fu preso con una bella bionda e messo dentro prima che passassero 15 giorni.

La carrozzeria era così mal ridotta che il nuovo proprietario la tagliò in due e mutò l’automobile in camion. Il proprietario che la comperò poi, tolse la parte davanti della carrozzeria e del parabrezza. Tirava su le reti da pesca e gli piaceva sentirsi soffiare sul viso il vento fresco. Si chiamava Francis Almones e conduceva una triste vita, perché guadagnava sempre un po’ meno di quello che gli abbisognava per vivere.

Suo padre gli aveva lasciato un po’ di denaro ma, una anno dopo l’altro, un mese dopo l’altro, per quanto Francis lavorasse e per quanto ci stesse attento, il denaro diminuiva. Fin che non ve ne fu più.

Lee Chong ebbe il camion in pagamento di un conto”.


Le anime hanno una storia. Le storie animano gli oggetti, le cose si animano con le parole. E’ Vicolo Cannery, di Steinbeck.

Non c’entra niente con Skype? … E’ vero.

Mr. Pin

2 thoughts on “Le parole per dirlo

  1. theevilempire said 2338 days ago

    pin cosa ti sei fumato stavolta?

    Calzini e coppertoni.
    Pin

  2. Sei un funambolo dell’espressionismo verbale degli anni 2000.

    Maxx, non so cosa vuoi dire ma a naso mi piace…(o non deve?).
    Pin

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