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Come cambia il modo di comunicare

Allora guys, vi siete scaricato i 20 minutini del Summer Day?

Vi ricordo che, se ve li siete persi perché siete ancora stravaccati sotto l’ombrellone , ce ne saranno altri 20 il prossimo Martedì 29 Agosto.

Vi ricordo anche che chi si iscrive come nuovo user, questo tutti i giorni, si becca 5 minuti di SkypeOut GRATIS!


Ieri, quindi, era il Summer Day ma era anche il giorno di un altro avvenimento: il 22 Agosto del 1908, nasceva un grande maestro della fotografia: Henri Cartier-Bresson.

Bresson, insieme a Bob Capa, David Seymour e George Rodger, fondò la più famosa agenzia fotografica del mondo: la Magnum Photo

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… E fu un nuovo modo di comunicare attraverso le immagini con l’intelligenza dell’uomo e la praticità altamente tecnologica, della “piccola” 35 mm Leica a telemetro che, nella rivoluzione delle sue dimensioni ridotte, trasformò il modo di comunicare attraverso le immagini.

Nacque in quel periodo la figura del reporter di guerra e di avvenimenti.

E Bresson, con la sua Leica, diventarono i testimoni più rappresentativi nei reportage indimenticabili di guerre feroci, da un’Europa lacerata del dopoguerra, delle rovine di una Napoli o di una Roma o di una Londra, coventrizzate dalla pazzia degli esseri umani.

Il Leitz Hector da 50 mm, fermava l’istante e lo trasportava miglialia di chilometri di distanza, dopo giorni di viaggio, sulle scrivanie delle più importanti testate giornalistiche.

I lettori di quotidiani e di grandi mensili, nel mondo, venivano trasportati in una dimensione reale e crudele, che non avevano mai visto.

Arrivarono poi, anche le immagini del Laos, del Viet Nam, dell’Indocina, ma anche quelle delle grandi star Holliwoodiane, di Joe di Maggio e Marylin Monroe, di Steinbeck e del suo “Furore”, di J.F.Kennedy…

Non c’era la televisione, non c’era Internet. Tutto era più lento e si viveva in un mondo quasi privo di immagini e notizie.

Ed è proprio per questo che Bresson, fu l’antesignano della comunicazione “trasportabile”, del reportage alla portata dei media.

E’ anche questo che ha fatto Bresson, ha dato vita ai morti ammazzati, alle famiglie turbate dal terrore delle armi, ma anche a reportage di poesia unica in una povertà ed essenzialità fotografica disarmante.

Era in prima linea Bresson, insieme alla sua Leica e agli altri suoi compagni d’avventura, quelli della Magnum.
Un cronista di verità, un registratore della storia, quali pochi altri.

Le sue immagini, rimarranno per sempre nella storia della comunicazione visiva, nel loro drammatico bianco e nero inciso sullo strato di emulsione di una Kodak Tri-X a 400 ASA.

Non so esattamente come si ritroverebbe in una situazione di mediatica follia come quella in cui viviamo oggi. Sono certo comunque, che si sarebbe adeguato. In lui, viveva la necessità di esprimersi in quell’arte dove la sottile alchimia di luce e di ombra, congela gli attimi da ricordare per sempre, l’arte dove HCB era un grande maestro: la Fotografia, nel suo bisbiglio sommesso di un semplice click. Thanks.

Mr. Pin

«Le fotografie possono raggiungere l’eternità, attraverso il momento.» H.C.Bresson …

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