Skype e EasyCall Desktop della Logitech
Telefonare con Skype non e’mai stato cosi’ facile: ecco il nuovo EasyCall Desktop di Logitech.
Semplicità è la parola d’ordine! Da questo momento in poi, telefonare grazie a Skype, sarà ancora più veloce e intuitivo. Logitech ha presentato, infatti, il nuovo EasyCall Desktop, un set composto da un mouse, cuffie per Pc, un microfono e da una particolare tastiera dotata di alcuni tasti per lanciare Skype, iniziare/terminare una chiamata, cambiare il proprio stato on/off line, chiamare i telefoni tradizionali, memorizzare i numeri di telefono digitati con maggiore frequenza. E, inoltre, all’interno della confezione, c’e’ un voucher con 60 minuti SkypeOut in regalo. Logitech e Skype offrono, quindi, per la prima volta, una soluzione desktop realmente completa, che permette un accesso rapido e semplice a Skype, per chiamare gratuitamente gli altri 113 milioni di utenti Skype, ovunque nel mondo, e telefonare ai fissi e ai cellulari, grazie a SkypeOut, a prezzi bassissimi.
Il nuovo Logitech EasyCall Desktop sara’ disponibile in Europa dalla meta’ di settembre sia nei negozi al dettaglio sia nel negozio on-line di Skype.
Il prezzo? 130 euro, con 60 minuti SkypeOut in regalo e la certificazione Skype, ovviamente.
“Io ne ho viste di cose che voi umani non potete nemmeno immaginare…
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione …
E ho visto i raggi B balenare nel buio, vicino alle porte di Tannohiser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…
come lacrime nella pioggia…”
]]>… Ieri sera, siamo stati invitati in casa di amici che avevano comperato un televisore al plasma e volevano condividere con noi, me e la mia fida consorte, tale magnificenza.
Cenetta veloce e poi … un bel filmone in DVD a noleggio e a 32 milioni di colori.
Pensate un po’ che film: Blade Runner… La versione originale “The Director’s Cut”, quella voluta senza tagli e mezze misure dalla regia strabiliante di Ridley Scott.
Mentre guardavo, ritrovandomi nuovamente rapito, le immagini scorrere in digitale, ripensavo a quando, molto tempo prima (anno 1982) assistevo per la prima volta al film. Inchiodato alla poltroncina di vellutino del cinema, seguii stordito le immagini e le peripezie di Deckard (poliziotto privato interpretato da Harrison Ford) nell’eliminare 4 pericolosi “lavori in pelle”, androidi ribelli, che si erano rivoltati alla crudeltà del proprio creatore, un uomo, ovviamente.
Ne uscii, dal cinema dico, contaminato profondamente dalla rude malinconia del racconto e dalle labirintiche e claustrofobiche scenografie di una Los Angeles sprofondata nell’abisso di un futuro senza limiti e senza controlli.
Alzai gli occhi e guardai in alto: il cielo era fortunatamente ancora lì, blu e immutato e non vomitava addosso all’umanità, i succhi gastrici di una pioggia acida e perenne dovuta ad un inquinamento atmosferico al di là da ogni limite.
Era ancora lietamente lì, luminoso e persuasivo come per chi crede in Dio. Ancora lì, felicemente immobile nella sua volta architettonica maestosa e tranquillizzante. E fu quasi emozionante rivedere ciò che avevo visto già milioni di volte.
E’ questo quello che significa trasmettere emozioni. Impalati davanti alla magnificenza di un quadro, alla bellezza di una scultura, a quella luce particolare di una foto, si cerca di percepire le vibrazioni che l’artista cerca di darti con la propria opera per trasportarti nel “suo” mondo. E il vecchio Ridley, quella volta, mi fece proprio questo poco gustoso scherzetto.
Sprofondai nei labirinti della sua fantasia, quella crepuscolare e definitiva di Blade Runner, senza speranza, crudele quanto un viaggio senza ritorno, tanto da farmi apparire il mondo vero, un bellissimo mondo.
E mi chiesi allora, come mi chiedo oggi: ma il futuro è ancora nelle nostre mani? Non ho ovviamente la risposta ma lo vorrei tanto, adesso, subito, con tutte le mie forze.
Mr. Pin
lo chiedero per natale
Già, il nostro futuro…almeno fino a che non verremo ritirati. Non è forse un’eterna fuga da chi ci vuole ritirare? Ma possiamo poi nasconderci? C’è un posto sicuro dove non verremo trovati? E i nostri ricordi, la nostra memoria, sono reali? O siamo solo imprigionati in una grande matrice, pronti al ritiro finale?