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La leva calcistica classe '68 … e la Germania a casa!

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“Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,

Sole che batte sul campo di pallone

e terra e polvere che tira vento e poi magari piove

Nino cammina che sembra un uomo,

con le scarpette di gomma dura,

12 anni e il cuore pieno di paura.


Così cantava De Gregori descrivendo un assolato e polveroso campetto da calcio di una parrocchia di provincia…

“…Ma Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore

Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore

un giocatore lo vedi dal coraggio dall’altruismo e dalla fantasia.

Nino capì fin dal primo momento

L’allenatore sembrava contento

E allora mise il cuore dentro le scarpe

E corse più veloce del vento.

Prese un pallone che sembrava stregato

Accanto al piede rimaneva incollato,

entrò nell’area e tirò senza guardare

ed il portiere lo fece passare.

Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette

Questo altro anno giocherà con la maglia numero sette



Nino è quello che non ha paura, quello che tira il calcio di rigore ma è anche quello che rappresenta lo sport, l’agonismo, l’odore dello spogliatoio, il sudore e la fatica.
Nino è come Grosso, Gattuso, Zambrotta e Cannavaro. Nino è l’italiano che lavora onestamente in Germania cercando un futuro migliore per se e per la sua famiglia. Nino è tutta la nazionale italiana. Nino è l’Italia che vince col sudore e non quella che perde sui banchi dei tribunali. E’ l’Italia di Buffon e C. che spediscono a casa la Germania facendogli inghiottire l’amaro calice della sconfitta, rigettando alle ortiche tutto ciò che i media tedeschi ci avevano vomitato addosso.
Nino non è ne Galliani ne Carraro ne Pairetto . Nino è uno che si mette in gioco, ci mette la faccia e le sue gambette magre. Nino è un po’ parte di noi italiani che amiamo profondamente questo sport, il calcio, e che ci opponiamo sempre più duramente ai soprusi che vengono imposti dalle regole del business e delle illecità che ce lo vogliono togliere dai nostri bambineschi sogni.
Con questo 2 a 0 alla Germania, ci siamo un po’ vendicati anche di Bruno, l’orso ucciso dai cacciatori bavaresi perché aveva deciso di correre libero nella foresta. Anche l’Italia adesso corre ed ha infilato definitivamente il cuore, nelle scarpette strette e chiodate della nazionale degli azzurri.

Mr. Pin


L’amico dr.maxx, ha creato uno Skypecast sui nostri futuri rivali: FRANCIA o PORTOGALLO. Non mancate!

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One thought on “La leva calcistica classe '68 … e la Germania a casa!

  1. Ma guai ad aver paura di calciare quel rigore. Bisogna sempre mettersi in gioco. Se poi le cose non vanno bene pazienza ma non si deve lasciare nulla di intentato. Solo con la fatica si ottengono i migliori risultati, non ci sono scorciatoie comode, facili. A volte è necessario raccogliere la palla e dire: stavolta lo batto io il rigore! Sono io che decido il destino della mia vita.

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