Ronaldo, Adriano e le frittelle di Zia Gaetana
Mia madre è nativa di un ridente sito dell’Appennino tosco-emiliano che porta il nome di Fanano.
Pochi minuti da Bologna, comodo e pulito come si addice ad un posto di villeggiatura che ospita migliaia di persone all’anno. In questo ameno sito, viveva (parlo al passato perché ha lasciato questa valle di lacrime un po’ di tempo fa), mia Zia Gaetana……]]>Ragazzetto col moccolo al naso e i pantaloni corti, ero felice quando mio padre e mia madre decidevano di partire per andare a passare qualche giorno a Fanano. Avevo amici, parenti e amori acerbi … uno sballo. E poi … c’erano le frittelle di Zia Gaetana.
Si entrava in casa sua da un giardino zeppo di gerani colorati dove a guardia di tutto, su tutti, stava un marasco grande, ombroso e scuro che a me sembrava secolare. Il salone che accoglieva l’impreparato ospite, sembrava fosse costruito intorno all’enorme camino che occupava buona parte della sala.
Zia Gaetana, sdraiata sul divano centenario che odorava ancora di piscio di neonato (era una famiglia molto numerosa quella di Zia Gaetana), si alzava a fatica facendomi come al solito grandi feste. Spostava i suoi gamboni fino a terra e, con un sapiente colpo di reni, sollevava la sua mole infinita e mi accoglieva sempre con carezze e baci.
“Ades at fag al frittel” (adesso ti faccio le frittelle), mi diceva con la sua voce da ragazzina. La vedevo spostare le sue enormi chiappe verso la “stufa economica a legna”, metteva su due ciocchi di legno stagionato e iniziava a lavorare le sue frittelle impastando e tagliando, smanazzando e tirando col mattarello. Avveniva poi quello che un essere umano moderno farebbe rabbrividire d’orrore, prendeva una grossa quantità di strutto bianco come l’anima e lo immergeva in una padella nera come la coscienza. Sdraiava poi delicatamente le frittelle che affogavano in 5 dita di unto devastante.
Quello che ne usciva erano le cose più buone che essere umano potesse mai immaginare. Se ne mangiavano a non finire con mio cugino, più vecchio ed esperto delle arti culinarie della zia, che mi diceva “Guarda che ti viene il culo di piombo se ne mangi un’altra …”.
Ma io imperterrito andavo avanti. Sapevo che là fuori, più tardi, il vecchio marasco mi aspettava per accogliermi tra le sue scure frasche in una arrampicata ardua ma possibile, per concedermi il frutto delle mie brame: le amarene.
Bhè, non ci crederete, dopo 7-8 frittelle della Zia Gaetana, l’arrampicata del marasco e dei suoi dolci frutti, diventava un’impresa impossibile. Il culo si faceva di piombo, le braccia non reggevano il peso e le amarene rimanevano lassù, tra le fronde scure del marasco, inavvicinabili come la più inavvicinabile principessa della torre. Questo era l’effetto delle frittelle di Zia Gaetana.
Alle frittelle di Zia Gaetana stavo pensando ieri sera mentre guardavo un Brasile imbalsamato che vinceva con uno stentato 1 a 0 su una Croazia aggressiva e brillante.
Che Ronaldo&C. sapessero la ricetta delle frittelle di Zia Gaetana?
Se è così, penso se ne siano ingozzate un bel po’.
Ma che cavolo di Brasile è questo? Le televisioni ci hanno fatto vedere i Carioca e i dentoni di Ronaldinho, che si divertivano e ridevano come matti in allenamento … ma giocare contro la Croazia è stata veramente l’impresa dell’arrampicata del marasco dopo 8 frittelle di Zia Gaetana.
Mi chiedo e vi chiedo, in considerazione del fatto che Ronaldo ha ricevuto un’offerta per andare a giocare a New York per 5 anni con un ingaggio di 100 milioni di Euro (200 miliardi delle vecchie lire Guys!), non è che stiamo diventando tutti matti?
Sarebbe davvero questa l’occasione anche di una bella Skypecast. Non solo mentre ti vedi l’Italia, ma anche quando ti vedi le altre squadre. Specialmente quella giallo verde del Brasile che, e sottolineo i miei limiti di critico sportivo, sembra che abbiano mangiato quintali di frittelle di Zia Gaetana tanto avevano il culo pesante come il piombo.
Mr. Pin
Che dire? Senza dubbio Ronaldo sono mesi che va da Zia Gaetana, e i risultati si sono visti ieri…ci mancava solo che si fumasse una sigaretta a bordo campo.
Se fai uno skypecast su questo vedrai che tutti ti diranno lo stesso..
Alcuni test antidoping hanno verificato la presenza di un elevato tasso di frittelle della Zia Gaetana nella maggior parte dei giocatori del Brasile.
E’ stata già aperta una commissione internazionale a riguardo guidata da Di Pietro (Borrelli è già impegnato per cose ben più importanti).
Ossequi.
Che dire: aspettiamo, come per l’Italia anche per il Brasile che partiva favorito e sicuro di passeggiare, come sotto lo sguardo severo ma permissivo della Zia Gaetana. Invece così non è: in questo mondiale con ci sono squadre troppo deboli o passeggiate da fare.
Se frittelle devono essere che lo siano, ma dopo la partita, altrimenti si rischia di fare indigestione di frittelle e…anche di goal degli avversari!
Allora W Zia Gaetana !!!
e forza azzurri…